Creato 04 Maggio 2015

Firenze, 18/4/2015 

Cari amici, 

dal titolo del post probabilmente ci si potrebbe chiedere come possibile visitare la città di Firenze in una sola giornata.

 

 

 

Ovviamente non è possibile vedere proprio tutto ma scegliendo uno specifico itinerario vi assicuro che è sufficiente un fantastico treno veloce per poter trovare la pace dei sensi attraverso l'arte. Il giro da noi scelto inizia sotto la pioggia con la visita di Santa Maria Novella a pochi passi dall'omonima stazione ferroviaria.

 

La Basilica di Santa Maria Novella, iniziata nel 1279, sorge sulla medesima piazza, presenta una facciata in stile gotico rinascimentale ed è stata per Firenze il punto di riferimento dell'ordine dei domenicani. All'interno della chiesa è possibile notare i primi elementi dell'arte gotica circestense con pianta a croce T, tre navate e archi a sesto acuto. 

 

 

 


 

 

Numerose e splendide a dire poco le opere d'arte a partire dal crocifisso dell'allora ventenne Giotto realizzato tra il 1290-1295, in olio su tempera, approfondimento dell'iconografia già introdotta da Cimabue e meraviglioso colpo d'occhio tinto di giallo oro all'interno di una luce soffusa all'entrata della Basilica, lungo la navata centrale. 

 

 

Di particolare rilievo anche il Crocifisso di Brunelleschi, scultura in legno policromo collocata nella cappella Gondi, a sinistra della Cappella Maggiore o Tornabuoni, del 1410-1415, rielaborazione del modello piegato di Giotto. 

 

 

Dietro l'altare maggiore si trova la cappella Tornabuoni con un crocifisso centrale opera di Giambologna e un coro con l'importantissimo ciclo di affreschi del Ghirlandaio. 

 

 

 

 

 

Pare che a questo ciclo di affreschi abbia collaborato Michelangelo nel periodo giovanile. Un complesso di affreschi nell'oscurità così armoniosa dell'arte alle prime luci del mattino, momenti di raccoglimento e di contemplazione assoluta. Nelle seguenti fotografie d'insieme il lato destro A e B della cappella Tornabuoni.

 

Lato A

 

Lato B

 

con particolari della cacciata di Gioacchino e della Natività della Vergine

 

 

 

A destra della Cappella Maggiore si trovano la Cappella di Filippo Strozzi e la Cappella Bardi, la prima con un ciclo di affreschi di Filippino Lippi terminati nel 1502, la seconda con affreschi attribuiti all'anonimo Pseudo Dalmasio e dedicata a San Gregorio. 

 

Cappella Strozzi

 

Cappella Strozzi - Resurrezione di Drusiana

 

Cappella Bardi

 

 

 

 

Oltre alla cappella Strozzi vi è anche la Cappella Strozzi di Mantova costruita in onore di San Tommaso d'Aquino tra il 1340 e il 1350. Le pareti raffigurano i regni dei cieli secondo la visione di Dante descritta nella pina Commedia. 

 

 


Lungo la navata sinistra la celebre Trinità di Masaccio (1425-26).

 

 

 

Termina così la visita della Basilica di Santa Maria Novella ma la pioggia continua imperterrita. Ciò non vieta di proseguire verso le Cappelle Medicee sul retro della Basilica di San Lorenzo, il sepolcro della famiglia Medici. 

 

A partire da una vasta cripta si sale alla barocca Cappella dei Principi, costruzione ottagonale a cupola rivestita di marmi e pietre dure erette da Matteo Nigetti nel 1604 su disegno di Giovanni de Medici. Purtroppo per motivi di restauro non è stato possibile inquadrare completamente la cappella.

 

 

 

 

La sagrestia Nuova è la cappella sepolcrale dei Medici ed è stata progettata da Michelangelo tra il 1521 e il 1524 completata da Vasari e Ammannati nello stesso secolo. Famosi i mirabili sepolcri Medicei scolpiti da Michelangelo, il monumento a Lorenzo duca d'Urbino seduto tra le figure dell'Aurora e del Crepuscolo e il monumento a Giuliano tra le figure del Giorno e della Notte. 

 

Monumento a Giuliano

 

Monumento a Lorenzo

Un vero e proprio Pantheon per celebrare la gloria di questi illustri personaggi con misteriose espressioni, melanconiche, dolorose, di abbandono. Un richiamo allo scorrere crudele del tempo, un tempo così prezioso regalato per immortalare i più preziosi dettagli.

 

 

 

 

Il tempo a disposizione meglio utilizzato viene trascorso successivamente al'interno della Chiesa di San Marco con lo splendido Museo  sulla sua destra. 

 

 

 

 

 

 

Entriamo così nello splendido regno del Beato Angelico dal chiostro di S.Antonino per rievocare il mistero pasquale  attraverso le celle di sinistra con delicate ambientazioni architettoniche , luci cristalline, chiaroscuro, delicatezza e armonia delle tonalità. Uno splendido artista che attraverso affreschi sublimi risalta la contemplazione, la preghiera, la meditazione e il misticismo, la sofferenza di Cristo che mantiene una calma imperturbabile. Vi è un unico interesse per la natura nell'affresco Noli me tangere con la palma al centro degli alberi a simboleggiare il martirio. Emozioni e sensazioni catturate tramite immagini.

 

Noli me tangere

 

 

Compianto sul corpo di Cristo

 

 

Annunciazione
Crocifissione tra i santi Domenico e Girolamo
Adorazione del Bambino
Trasfigurazione
Cristo deriso
Cristo risorto tra le pie donne

 

Incoronazione

 

 

Presentazione al tempio
Madonna col bambino

 

 

 Le celle di destra, dapprima affacciate sul chiostro, raffigurano principalmente le scene della Croce, tuttavia è da notare la splendida armonia cromatica del battesimo di Cristo.

 

 

 

 

 

 

 

 

A Beato Angelico è dedicata anche la Sala dell'Ospizio dove si possono trovare molti dei suoi dipinti su tavola. Un capolavoro il Tabernacolo dei Linaioli eseguito tra il 1433-34 in collaborazione con Lorenzo Ghiberti con la Madonna col Bambino e gli angeli musicanti nella parte centrale

 

 

 

Sul lato destro del terzo corridoio si apre la biblioteca costruita da Michielozzo con 115 codici miniati.  Di particolare bellezza il messale miniato di Beato Angelico.

 

 

 

 

 

 

Nel Refettorio è possibile osservare "L'Ultima cena" di Ghirlandaio del 1486 con raffinati dettagli di personaggi composti a tavola, il pavone, il gatto, gli uccelli predatori  a rappresentare la metafora della Passione e la Deposizione di Cristo in terracotta policroma di Della Robbia. 

 

 

 

 

 

 

 

 


 Nella foresteria i resti della distruzione di Firenze e del ghetto avvenuta nell'800

 

 

Dopo tutto questo splendore una breve pausa in Piazza della Signoria per il pranzo. Non possono mancare vedute floreali a incorniciare Palazzo Vecchio. 

 

 

Ho già parlato nel dettaglio della Basilica di Santa Croce nel blog precedente 

 

http://www.stefaniagrasso.it/blog/137-2015/gennaio/309-un-pomeriggio-in-santa-croce

 

 

Tuttavia merita una breve visita il Museo dell'Opera

 

 

 

 

 

 

Non si è mai appagati di arte in una città ricca come Firenze e allora ci dirigiamo verso la Chiesa del Carmine per ammirare la Cappella Brancacci ornata dagli affreschi di Masaccio e Masolino in un ciclo iniziato nel 1424 e completato da Filippino Lippi dopo il 1480.

 

Nella parete di sinistra in alto le due opere di Masaccio "La Cacciata dei Progenitori", "Il Tributo" e "La Predicazione di San Pietro" di Masolino. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


In basso San Pietro visitato in carcere da San Paolo (Filippino Lippi, non restaurato),  la resurrezione del figlio di Teofilo e San Pietro in cattedra (Masaccio e Filippino Lippi)

 

 

Nella parete di destra in alto Il battesimo dei neofiti (Masaccio), La guarigione dello zoppo e la resurrezione di Tabita (Masolino),

 

 

Nella parete di destra in basso La disputa con Simon Mago e la crocifissione di Pietro (Filippino Lippi)

 

 

Da notare anche la duecentesca Madonna del Popolo attribuita al Maestro della Madonna del Carmine e gli affreschi della cupola.

 

 

 

 

Il tempo stringe ma il cielo si rasserena piene azzurro quasi come per allietare ulteriormente l'anima dopo aver ammirato un'arte così suggestiva. Fantastico il panorama da Ponte Vecchio così come le nuvole vespertine sulla Cattedrale e il Campanile di Giotto. Sembrano ancora di più imponenti, dominanti, maestosi. Doveroso soffermarsi per catturare le più suggestive e bizzarre inquadrature fino all'ultima luce del giorno. 

 

 

 

 

 

 

 

Il treno è in arrivo, è giunta l'ora di ripartire. Un ringraziamento sentito al polo museale fiorentino, alla città di Firenze, per permettere ai fotografi di tutto il mondo di regalare emozioni immortalando quest'arte così sublime e per arricchire e trasmettere questa fantastica cultura. Non sono mai stanchi gli occhi di ammirare un patrimonio artistico così unico al mondo, sotto la bora, sotto il sole caldo, sotto la pioggia. Maestri d'arte, maestri di vita, da ricordare e ammirare ogni giorno per le meraviglie che ci hanno donato. 

 

 

Stefania Grasso

 

 

 

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