Creato 04 Luglio 2015

E' tempo di anniversari in Valle d'Aosta, a breve celebreremo i 150 anni dalla prima scalata al Cervino e ci avvieremo verso i 50 anni dall'inaugurazione del traforo del Monte Bianco. A breve potrei scatenare una discussione pacifica ma magari, perchè no, lunghe contestazioni.

 

Ho infatti usato il termine avvieremo senza ripetere celebreremo. Non c'è dubbio che quel traforo rappresenti un nodo fondamentale nei collegamenti tra l'Italia e la Francia, tuttavia ho potuto raccogliere negli ultimi tempi diverse opinioni di chi come me frequenta la Valle d'Aosta. Tali opinioni sono state espresse negli ultimi anni dopo che mi è stato chiesto di prendere parte al Memorial Spadino come fotografa. Ho rifiutato per mancanza di mezzi e claustrofobia. Eccone, una toccante. "Ogni anno quel 24 marzo torna la paura, uscivo dal tunnel mentre quel camion che già prendeva fuoco entrava, non so quante volte ho ringraziato il cielo di averla scampata". "Io invece ho percorso il traforo il giorno prima dell'incendio, quando devo raggiungere la Francia passo dalla Forclaz". Altri invece mi rassicurano" Ho avuto paura ma ora il tunnel è il più sicuro al mondo, ci sono luci che guidano, passano meno mezzi pesanti, è ben illuminato, ci sono uscite di sicurezza continue". Ci volevano 39 morti per mettere in sicurezza questo traforo?? Ho ringraziato chi ha pensato a me per scattare delle foto e dopo aver esposto il mio problema relativo alla claustrofobia è stato inevitabile parlare di Pierlucio Tinazzi detto Spadino, il motociclista morto per salvare gli automobilisti intrappolati nel rogo. A lui ogni anno è dedicata una giornata a cui tutti gli appassionati di moto partecipano e lanciano in aria un fiore. I fiori volano in cielo. Il re delle Alpi maestoso osserva. Sul piazzale una Messa, un volo di colombe, una preghiera, una commemorazione su entrambi i versanti.  Ma un treno stile Sempione sotto quel lungo tunnel inquietante non era forse più adatto?? Forse si sarebbe potuto evitare un disastro simile. L'aria sarebbe stata più pulita. Io ho percorso quel tunnel due anni prima del terribile incidente, era troppo lungo, tenebroso, come in un incubo il tempo non passa mai. Se fosse stata una vendetta della natura che si è sentita offesa?? Una rivolta della montagna per essere stata "bucata"?? E' vero sono una devota alla Madre Natura e odio le quattro ruote.  Per questo motivo ho chiesto una sosta ad Arvier laddove il Monte Bianco sbuca dalla strada dominando dall'alto della Sua potenza, ho camminato in un anello magnifico tra pini e rododendri nel silenzio e nella preghiera ad Arpy, son scesa a piedi da Plan Pincieux a Courmayeur allontanandomi dai quei maledetti rombi di motore in una giornata nuvolosa invocando la montagna affinché si presentasse ai miei occhi nel suo intero splendore. Non solo sotto il cielo blu ma anche tra le nubi Lui è comparso, con l'Aiguille Noire a suo fianco, les Grands Jorasses, les Dames Anglaises, il dente del Gigante, si è fatto catturare tra i fiori, i pini, le nuvole. Ha ascoltato, ecco la Sua risposta
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Per questo esorto sempre a fermarci solo un momento a contemplare questi doni che la Natura ci ha fatto, aspettiamo solo un attimo nella fretta di percorrere la strada, di infilarci sotto una galleria. Regali come dice un Salmo, una meraviglia ai nostri occhi, una meraviglia da amare, da rispettare, da tenerci stretta, da conservare. Solo un attimo, domani potrebbe essere troppo tardi. 

Fotografare...

“Fotografare significa lasciar parlare il proprio cuore, svelare le proprie emozioni davanti a un tramonto, all’imponenza di una vetta, alle onde del mare, allo splendore dei fiori, alla tenerezza degli animali, al virtuosismo delle città d’arte.”

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Stefania Grasso