Creato 08 Settembre 2015

Tutto è iniziato il 9 di luglio alla presenza delle Frecce Tricolori 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da quel momento in poi fino alla fine di agosto è stata tutta un'ode per Madre Natura, un'unica contemplazione. Dal sorgere del giorno fino al tramonto ti ho adorata Madre Suprema, hai soffocato i momenti di estremo dolore, hai donato la pace più profonda all'anima. Pace perché ti ho contemplata, pace perché in Te ho fiducia e così per ricambiarmi hai donato la Tua luce, quella più bella, quella più gioiosa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco che al sopraggiungere della notte, Lui, il Re, Sua Maestà, il Cervino  già splendente dal Suo Trono si illuminava di un fascio blu sotto le stelle. In quei momenti profonda commozione, non si riusciva nemmeno a parlare talmente le emozioni erano forti e quando non si riesce ad esprimersi per via di troppe lacrime bisogna cedere la parola a loro, nel mio caso alle Nikon le uniche in grado di trasmettere quelle sensazioni così belle di purezza, di essere finalmente in un mondo migliore. Luce soave, radiosa, plachi le tristi contese, estingui la fiamma dell'ira, conduci nel riposo più sublime. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qual magnifica orogenesi hai creato Madre Immensa. Al suo cospetto fasci luminosi, spettacoli pirotecnici, sfilate, forte musica nel giorno del 150esimo anniversario dalla prima ascensione sul versante italiano. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E Lui come quasi infastidito o forse timido si copriva 

 

 

 

 

mentre la Sua storia veniva raccontata attraverso autentici capolavori della scultura opera di un umile artista di Valtournenche Gian Giuseppe Barmasse che ho avuto il piacere di conoscere. Gli ho chiesto  se proveniva dall'Accademia di Belle Arti mi ha risposto di no, di nutrire questa passione da molto tempo, a mio giudizio la mette in pratica con grande maestria, con grande umiltà. Ed è proprio l'umiltà che caratterizza un grande artista, qualsiasi arte ami.  Attraverso queste magnifiche sculture le espressioni dei volti dei protagonisti della Grande Conquista, in particolare quelli di Whimper che aprì la via svizzera da Zermatt trionfante il 14 luglio 1865 per poi assistere alla sciagura della discesa quando si ruppe la corda e molti dei suoi alpinisti persero la vita, e di Carrel che conquistò la Gran Becca il 17 luglio del 1865. Insieme a lui altri personaggi tra cui l'Abbè Gorret il sacerdote di Valtournenche noto per la sua indole anticonformista. Stupenda l'espressione sofferente di Carrel al momento della sua morte nel 1890 sulla Gran Becca mentre portava in salvo i suoi clienti nel bel mezzo di una bufera. "Va tutto bene" furono le sue ultime parole prima di spirare tra le braccia del Re. In fondo una morte beata.  

 

Abbé Gorret

 

 

Carrel

 

La tragedia del 14 luglio 1865

 

 

Whimper

 

Tanti piccole sculture del Cervino attorno all'altare dell'antica chiesetta del Breuil davanti alla Madonna della Neve tanto invocata il 5 agosto e piccole spille con la data dell'anniversario fanno da cornice a preghiere, riflessioni, ricordi, memorie. Ho avuto l'onore di riceverne una in omaggio, la custodisco sul cuore, col cuore.

 

Una rievocazione anche nella Capanna Carrel portata in paese dopo le frane causate dall'eccessivo calore del 2003. Come è bello mettere in mostra le tradizioni e la cultura di questa meravigliosa Regione attraverso ricordi d'epoca. Da notare la mitica Scala Jordan utilizzata per salire sulla punta del Cervino. 

 

 

Scala Jordan

 

 

 

Ma anche io personalmente ho potuto fare una simpatica conquista, arrivare nel punto da dove si inizia a scalare la Gran Becca, il Rifugio Duca degli Abruzzi più noto come Lo Riondé a 2700 metri di quota. Lo si può raggiungere sia dalla Chiesetta dagli Alpini passando attraverso impetuose cascate sia da Plan Maison da dove si può ammirare il gruppo del Breithorn, attraversare fiumi e riposare in pacifiche aree verdi tra i fischi delle marmotte sentinella. 

 

 

 

 

Nella grande fatica dell'ascesa tra pendii mozzafiato la gioia di essere arrivati laddove il vento regna, le nuvole scorrono velocemente nel cielo, finalmente la pace dei sensi, l'armonia dello spirito, la simpatia degli amici, l'esultanza comune per aver potuto conquistare e ammirare il panorama circostante. Da quel momento in poi la camminata è finita,  i veri alpinisti trovano il ristoro e il riposo, ammirano l'alba sulla Gran Becca, sono pronti per la Grande Conquista. 

 

 

E da Plan Maison sopra la Diga del Goillet,  dove prevale il contrasto tra lo smeraldo e l'azzurro dell'acqua e il marrone della roccia, e i laghetti annessi gli animali corrono tra i massi rocciosi, esibiscono tutta la loro tenerezza fino al centro del paese. Quanto sono commoventi, struggente la loro dolcezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Impone il Silenzio la Natura, sempre, altrimenti ci sfugge, si sottrae agli sguardi. Nel Silenzio una lieta armonia si espande nel nostro spirito, camminando tranquillamente come nei sentieri della Grande Balconata del Cervino a Perreres fino alle baite, ai piccoli villaggi, il dominio del verde dei prati, dei ricami creati dai rami degli alberi, meravigliosamente riflessi nelle pozzanghere a lato delle grotte oscure fortunatamente brevi come se la Natura volesse rassicurarci della Sua presenza, proteggerci da ogni pericolo. Sì perché alla Sua luce, noi vediamo la luce. 

 

 

 

 

 

 

 

Impone il Silenzio e il Rispetto la Natura, alle prime luci dell'alba, quanto è dolce il risveglio mentre il Sole tinge di rosso intenso le vette 

 

 

 

 

 

quanto preziosa l'acqua dei laghi resa splendente dai raggi dell'enorme palla di fuoco sempre più calda nel cielo, quanto magnifici i fiori accanto ai torrenti, si lasciano cullare dallo smeraldo del lago. Abbi pietà magnifico Sole, non essere eccessivo nel calore. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche gli animali escono felici dai loro rifugi finalmente lontani dalla minaccia umana, baciati dalla luce nel dolce incanto del mattino. 

 

 

 

 

 

 

 

 





 

 

 

Quella luce che conduce fino a sera nella veglia prima di chiudere gli occhi. 

 

 

 

Non siamo mai stanchi di guardarti adorato Cervino, tanti auguri per il tuo meraviglioso anniversario reso indimenticabile dallo spettacolo della Natura. Non ci sono parole per ringraziarLa di questi due mesi così intensi e splendidi. Ho capito che il mio posto è qui, accanto a Te. Tu ricolmi d'amore, tu ricambi l'amore, a Te canti il nostro cuore, a Te adori il nostro spirito, ora e per sempre.

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“Fotografare significa lasciar parlare il proprio cuore, svelare le proprie emozioni davanti a un tramonto, all’imponenza di una vetta, alle onde del mare, allo splendore dei fiori, alla tenerezza degli animali, al virtuosismo delle città d’arte.”

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Stefania Grasso