Creato 02 Novembre 2015

Padova, Treviso, 18/10/2015

Cari amici,

in occasione del mio 38esimo compleanno ho desiderato come regalo la visita guidata della città di Treviso, preceduta da un'interessantissima sosta a Stra per arricchire la cultura con l'ingresso a Villa Pisani e a Padova per motivi non solo di carico e scarico passeggeri ma anche per momenti di intensa spiritualità

Dopo aver lasciato quindi parte del gruppo a Padova, ci dirigiamo a Strà per conoscere nel dettaglio questa favolosa Villa Nazionale del 1721, la più famosa delle ville venete con una facciata in stile barocco mitigato da elementi palladiani, una simmetria classica tipica del barocco veneto. La villa presenta una struttura rettangolare il cui fulcro è rappresentato dalla sala da ballo sostenuta da una fila di colonne. Incantevoli i riflessi in acqua attorno al parco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'interno del complesso è possibile visitare la sala dei paesaggi d'acqua con decorazioni risalenti a metà del 1700 in cui la tecnica principale è l'affresco, soffitti con scene mitologiche per aumentare il significato positivo del tema della famiglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Segue la sala del biliardo con pareti affrescate da Jacopo Guarana (1750 festa di Bacco)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La sala successiva conserva la portantina con lo stemma del lombardo veneto e affreschi del 1825, e dettagli della pittura pompeiana, pittura che si ripete più volte durante il percorso.

 

 

Da notare la cappella con affreschi raffiguranti scene di battaglie. L'altare è attribuito a Sansovino

 

Seguono la sala dei dogi, la stanza del duca di Modena con la camera del capitano, la sala da pranzo e la sala nord che gode di una splendida visuale sul parco, la sala di Napoleone e delle virtù, della scienza a me tanto cara fino ad arrivare alla sala da ballo con il soffitto decorato da Tiepolo a celebrare la gloria della famiglia Pisani, l'allegoria del Mondo.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Usciti da questi grandi scenari a rivivere l'atmosfera di così grandi tempi storici ci attende un'ora di viaggio in direzione di Treviso con vista su numerose ville tra cui villa Widmann e Caliari, dimora del fratello di Paolo Veronese. 

 

 

 

 

 

 

Suggestivi gli scorci di Mira e Dolo con il suo "squero"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed eccoci a Treviso per un piacevole pranzo in compagnia al termine del quale inizia la visita guidata a partire da Piazza dei Signori con il Palazzo del Trecento, lungo il Sile fino agli angoli più suggestivi in un clima gradevolissimo, scarsa luce e un pizzico di nostalgia per la Serenissima, simile ad essa in alcuni scorci ma eternamente irraggiungibile nel Suo Stile unico al Mondo. Armonie silenziose, melanconiche per le vie del centro fino ad arrivare alla Chiesa di San Francesco e finalmente alla Pala dell'Annunciazione di Tiziano (1520), il suo rosso vivo caratteristico, non brillante come nella Gloriosa Chiesa dei Frari di Venezia ma in ogni caso raffinato, sublime, delicato. Meravigliosamente fotogeniche anche le geometrie urbane, le decorazioni delle case, gli angoli più solitari. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La sera sopraggiunge, soddisfatti dell'intera giornata torniamo verso Padova dove ci attende il resto del gruppo e una breve sosta al Santuario di Leopoldo Mandic in contrada Santa Croce. Ancora una volta il sacro vincolo, la perfetta unione magica tra la Natura e l'Arte, quale medicina migliore per le anime sofferenti, i corpi stanchi. Nella luce soffusa della sera una preghiera al Beato Leopoldo, noto per guarigioni miracolose, tra tele del 500 e del 600. I fedeli accendono candele, si uniscono alle invocazioni eucaristiche tra i canti della Liturgia. 

 

 

 

 

 

 

Inizia a piovere. Una preghiera per essere assistiti nella veglia prima della notte più profonda e oscura mentre torniamo alle sofferenze che le città di residenza ogni giorno riservano, per non essere abbandonati nel sonno prede di incubi, sicuri che queste immagini così dolci, gloriose e ricche di grande cultura si ripeteranno e doneranno la forza per proseguire il cammino quotidiano. Mai demordere in questo intento, arrivederci cari amici. 

 

 

Fotografare...

“Fotografare significa lasciar parlare il proprio cuore, svelare le proprie emozioni davanti a un tramonto, all’imponenza di una vetta, alle onde del mare, allo splendore dei fiori, alla tenerezza degli animali, al virtuosismo delle città d’arte.”

Questo Sito

Questo sito è adatto alle persone che amano l’arte, la natura, i sogni e il Romanticismo.

Si accettano commenti costruttivi e non polemiche.

BUONA NAVIGAZIONE

Fotografare...

“Fotografare vuol dire condividere le emozioni con le persone care, svagarsi, divertirsi in semplicità ed armonia”.

 

Stefania Grasso