Creato 06 Febbraio 2017

Venezia 04/02/2017

Cari amici,

dedico la puntata di questa rubrica di Arte e Cultura alle bellissime opere esposte presso la Galleria dell'Accademia a Venezia presso Campo della Carità, appena scesi sulla destra dal punto più bello del mondo, appunto il Ponte dell'Accademia. Questa Galleria colleziona importanti dipinti della scuola veneta dal 1300 al 1600 lungo un percorso di 23 sale.

 

Partendo dai capolavori del Trecento spicca in modo particolare il polittico di Paolo Veneziano "Incoronazione della Vergine e storie di Cristo" che raffigura otto scene della vita di Cristo, le immagini dei quattro Evangelisti e dei profeti Isaia e Daniele. L'opera è costituita da un misto di stile bizantino e di Giotto, volendo si potrebbe anche parlare di un'ispirazione a Beato Angelico per le scene Noli me tangere, il Calvario la Crocifissione di Cristo sul lato sinistro. Pubblico di seguito alcuni dettagli in quanto la posizione all'entrata di fianco ai riflessi delle uscite di emergenza hanno impedito una rielaborazione fedele dell'opera intera.


 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei primi seguaci di Paolo Veneziano legato anche lui allo stile bizantino è stato Lorenzo Veneziano autore del "Polittico Lion" del 1357 che raffigura santi, profeti, e il Padre benedicente in alto.

Sullo stesso tema  da notare Jacopo Alberegno con il "polittico dell'Apocalisse" e il "polittico di  S.Elena" realizzato da Michele Di Matteo da Bologna

Non solo polittici ma anche trittici raffinati , eleganti ed espressivi come dimostra l'opera di Jacobello da Fiore "La Madonna della Misericordia tra i Santi Giovanni Battista ed Evangelista".

Si tratta di una tempera su tavola probabilmente realizzata tra il 1416 e il 1426 che pone al centro la Madonna tra i Santi con in alto l'Angelo e l'Annunciata. Jacobello, avendo lavorato molto in Abruzzo e nelle Marche risente dell'influenza di Gentile da Fabriano e di Michelino da Besozzo e si passa dallo stile bizantino alla ricerca di uno sfondo in oro evidente soprattutto nell'abito della Madonna.

Rimanendo nel contesto del Quattrocento verso il 1450 è di rilevante importanza l'opera di Piero della Francesca "San Girolamo e un devoto" che risente della scuola fiamminga e degli ideali del Rinascimento Toscano con un paesaggio collinare probabilmente un paesaggio toscano legato alle origini del pittore.


Negli anni successivi, tenendo sempre come sfondo il paesaggio, tra il 1454 e il 1456 Andrea Mantegna realizza "San Giorgio" più simile a un guerriero che a un santo. Il disegno trae ispirazione dalle opere del suocero Jacopo Bellini.

Non può mancare il protagonista del Museo Correr Cosmè Tura formatosi a Ferrara alla corte degli Estensi. Datata probabilmente 1463 ecco la "Madonna col Bambino dormiente" in mezzo a due grappoli di uva e con lo sfondo di alcuni segni zodiacali. Il viola allude al Sangue di Cristo e alla Sua Passione.

Adiacente al quadro di Tura compare il polittico di Bartolomeo Vivarini di S.Ambrogio benedicente al centro tra i devoti e S.Luigi, S.Sebastiano, S.Pietro e S.Paolo del 1477. I colori sono piuttosto intensi aumentando la preziosità dell'opera.

A Venezia è sempre presente la magia di Giovanni Bellini con la Madonna in trono con Bambino tra i santi, la Pala di San Giobbe. La purezza della Madonna si rifà all'Immacolata Concezione mentre i Santi Sebastiano e Giobbe ricordano il tema della peste e delle malattie che hanno colpito Venezia tra il 1478 e il 1483. Si passa dal polittico a una pittura che richiama la pala dell'altare.

Di Giovanni Bellini anche "La Madonna degli Alberetti" del 1487
e la Madonna dai Cherubini rossi databile al 1485, colori meravigliosi per gli occhi dell'osservatore così come nell'assunzione di Palma il Vecchio

 

 
 
Il fratello di Giovanni, Gentile, è l'autore dell'opera "Processione in Piazza San Marco" tela ordinata per la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Il 25 aprile del 1444 durante la cerimonia per la festa del patrono il mercante bresciano Jacopo de Salis pregò davanti alla reliquia della Croce per invocare la guarigione del figlio malato. Il miracolo avvenne davvero. Siamo nel bellissimo e unico contesto veneziano tra doge e cavalieri in Piazza San Marco con la cornice dei fantastici mosaici della Basilica.
 
 
Lo stesso si può affermare per il "Miracolo della Croce al Ponte di San Lorenzo" all'inizio del 1500 che narra il recupero della reliquia nel canale sotto al ponte da parte di Andrea Vendramin guardiano grande della Scuola.  Visione mistica anche nel volto del Beato Giustiniano.

Un miracolo come quello di Rialto raccontato da Vittore Carpaccio uno degli artisti sicuramente più attivi a Venezia tra il 1400 e il 1500  e autore del ciclo delle tele di S.Orsola. Le opere di Carpaccio che maggiormente colpiscono per l'intensità dei colori sono l'incontro di S.Gioacchino ed Anna con S. Luigi IX e Santa Libera e la Presentazione di Gesù al Tempio con gli angeli musicanti. Volti espressivi, cromatismo delizioso, e ispirazione alle scene della Genesi. Consiglio di soffermarvi sui dettagli dei suonatori per apprezzarne la raffinatezza e la delicatezza.



 

 

 

 

 

 

 

 


Il tema religioso della devozione alla Madonna trova un'armonia perfetta in Cima da Conegliano già noto a Madonna dell'Orto per l'eleganza del suo sfondo azzurro: ne è testimonianza evidente "La Madonna dell'Arancio" con la Vergine al centro sotto un albero di arancio e sullo sfondo uno stupendo paesaggio con un borgo e delle mura. Tra i più noti capolavori della pittura veneta tra il 1496-98 per la purezza simboleggiata dai fiori dell'arancio, la magia della luce vespertina, un richiamo al Riposo durante la fuga dall'Egitto e ispirato sicuramente ad Antonello da Messina.


 

 

 

 

 

 

 

 


I veneziani amano Cima da Conegliano certamente anche per il primo piano del Leone di San Marco che sempre apprezziamo veder ruggire

ma non dobbiamo tralasciare la Pietà di Cristo sostenuto dalla Madonna, Nicodemo e san Giovanni Evangelista con le Marie


Chi si reca presso la Galleria dell'Accademia attende soprattutto di vedere i capolavori di Giorgione riportati sulla rete, sui cataloghi del Museo. Non vi tengo allora sulle spine e vi mostro "La Tempesta" e "La Vecchia". La prima mostra in alto un fulmine nel cielo, simbolo del Padre eterno in un'atmosfera del tutto misteriosa, nella seconda compare una donna molto anziana, forse secondo alcuni la madre del pittore, che simboleggia la caducità della bellezza. Sono opere realizzate all'inizio del 1500.

 


 

Non può mancare l'artista più celebre di Venezia, Tintoretto. Lo troviamo con alcune  opere quali "La creazione degli animali", "Le tentazioni di Adamo ed Eva", "S.Luigi, S.Giorgio e la principessa" "S.Marco che libera lo schiavo", "Il trafugamento del corpo di San Marco" "Il sogno di S.Marco" e anche con una Madonna con Bambino. Ve le mostro nell'ordine citato.








 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella stessa sala dei primi due quadri di Tintoretto di cui vi ho parlato sopra emerge "Il Convitto in casa Levi" di Veronese del 1573 in cui viene raffigurato Gesù circondato da diversi personaggi e animali che discutono tra di loro, alcuni di essi voltano le spalle al Cristo. L'ambientazione della scena è classica ispirata al contesto palladiano






 

 

 

 

 

 

 

 

 

E sempre adiacenti ad essi ecco Tiepolo con il Castigo dei Serpenti e più avanti l'Esaltazione della Croce. Si riconosce il suo stile per l'azzurro del cielo, un pò come a Strà a Villa Pisani.





 

 

 

 

 

 

 

 


Altro artista che arricchisce di gloria il Veneto è Tiziano  che qui troviamo con i simboli di San Marco e San Giovanni la Presentazione della Vergine e la Pietà




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non mi dilungo oltre ma segnalo anche un quadro di Lorenzo Lotto "Ritratto di un Gentiluomo in studio" molto scuro che si contrappone al suo rosso del Dio Padre al Museo Correr così come l'uomo di Memling.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il rosso domina invece nel ritratto del martirio di San Sebastiano di Mansueti. Per gli amanti di Caravaggio suggerisco di soffermarvi su un anonimo della Sua Scuola che ritrae i giocatori di Scacchi.

La Galleria si augura di poter tenere le opere di Bosch sul trittico di Santa Liberata e sulle visioni dall'Aldià, dall'Inferno, Paradiso Terrestre, e l'Ascesa dei Beati



 

 

 

 

 

 

 

 

 

Io vi auguro invece di trascorrere dei bellissimi momenti nell'ammirare queste preziosità e nell'arricchirvi di cultura, cosa più gratificante e vi do appuntamento alla prossima puntata con la Chiesa di San Vidal. 

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