Creato 21 Gennaio 2018

Milano 14/01/2018

 

Cari amici,

dedico questa puntata alla visita della Pinacoteca di Brera, la famosa galleria di Milano ricca di bellissime e raffinate opere d'arte antica e moderna di varie scuole di pittura italiane ed estere.

 

 

Il percorso inizia con gli affreschi del Maestro di Mocchirolo (Pecino da Nova) del 1402 di cui si conosce poco a parte il fatto di essere stato piuttosto attivo nella zona di Bergamo

 

 

e prosegue subito nelle sale dei meravigliosi polittici a partire dal Polittico di Praglia del 1450 circa di Vivarini e di suo cognato Giovanni D'Alemagna, dominato dal colore arancione, il polittico di San Luca realizzato da Mantegna (1453-1454) in uno stile che risalta lo splendore dell'oro e del blu,  senza nulla togliere alla Crocifissione di Gentile da Fabriano (1410) dalle tinte sfumate a risaltare il dolore per l'agonia del Cristo sanguinante. Le opere sono riportate qui in ordine di descrizione. 

 

 





 
 
 
Tematica del dolore ricorrente in Bellini nella Pietà (1470 circa) che raffigura la Vergine intenta a sorreggere il corpo del Cristo morto, un'opera sicuramente influenzata e correlata a quella di Mantegna realizzata verso il 1478 posta proprio a lato.

 

 

 
 
Lo stesso soggetto si ripete nella Pietà di Tintoretto (1563)
 
 
con sensazioni struggenti anche nella pittura di Bramante, Cristo alla Colonna (1490 circa), influenzata dall'arte fiamminga.
 
Dalle espressioni di dolore a quelle di profonda meditazione descritte con cura da Carpaccio nella Presentazione della Vergine al Tempio (1508 circa). Le storie della Vergine sono divise tra la Pinacoteca di Brera e Ca'D'Oro a Venezia già descritte al seguente link http://www.stefaniagrasso.it/blog/160-2016/ottobre/431-in-visita-a-ca-d-oro
 
Nella Presentazione della Vergine appare Maria nella sua totale umiltà sui gradini del tempio davanti al sacerdote. Dietro di Lei i genitori Gioacchino e Anna con altre figure in un contesto decisamente veneziano come mostra la torre molto simile a quella dei Mori in Piazza San Marco. L'umiltà della Vergine emerge particolarmente avvicinandosi a riprendere il singolo dettaglio.
 

 

 
 
Segue lo Sposalizio della Vergine noto anche come Miracolo della verga fiorita all'interno del Tempio di Gerusalemme raffigurato nei minimi dettagli con le scritte ebraiche e le decorazioni.
Di Carpaccio anche la Disputa di Santo Stefano adiacente alle scene della Vergine, datato 1514, dove si può notare sulla sinistra Stefano intento nella predica a Gerusalemme circondato da una serie di personaggi che lo ascoltano, mostrano disaccordo e anche disinteresse.  

 

 
 
La Vergine compare nella Sua Assunzione di Lorenzo Lotto del 1512, opera inizialmente attribuita a Raffaello e a Fra' Bartolomeo
 
Sicuramente di Raffaello e assolutamente da non perdere lo Sposalizio della Vergine del 1504 ispirato alla pittura di Perugino che raffigura l'unione di Maria e Giuseppe in una calda atmosfera di colori intensi, corposi sullo sfondo del tempio che riporta all'architettura di Leonardo e Bramante. 

 

 
 
A fianco di questo capolavoro eccone un altro: la Pala di Montefeltro di Piero della Francesca (1474 circa). Inconfondibile il duca Federico inginocchiato davanti alla Madonna che tiene in braccio il Bambino addormentato nell'ambito di un abside dove si trovano anche una schiera di Santi. In alto si  notano una conchiglia, simbolo di Venere e l'uovo simbolo di vita
 

 

La Madonna con il Bambino del 1514 circa è rappresentata magnificamente anche da Pisano con un tocco di malinconia e di dolcezza con in primo piano gli angeli musicanti; su di essi ho voluto proprio soffermarmi per cogliere le loro espressioni, mi infondono un senso di protezione, di profonda dolcezza.

 

 
Un'altra rappresentazione è data dal Maestro della Pala Sforzesca della fine del 1400, simbolo del periodo di Ludovico il Moro. una Sacra Conversazione ricca di decorazioni. 
 
Natività di Maria e Presentazione si ritrovano inoltre nelle opere di Gaudenzio Ferrari, pittore vercellese del 500 da delicate tinte cromatiche e autore di raffinati elementi naturali, come il cavallo bianco già presente negli affreschi della chiesa di San Cristoforo di Vercelli. 

 

 
Più cupo invece lo scenario proposto da Tiepolo nel dipinto La Madonna del Carmelo di metà 1700, iconografia complessa che ha come protagonisti la Vergine e San Simone Stock mentre richiedono l'intercessione per le anime del Purgatorio. Vale la pena spendere qualche minuto sui dettagli, sulle geometrie dei corpi.

 

 
Sfondo nero non manca mai in Caravaggio, presente qui con La Cena in Emmaus del 1606. Pochi oggetti sul tavolo, solo il pane, la brocca, i piatti al fine di voler creare molte ombre. 
 
 
Le opere raffiguranti i personaggi vicini a Gesù sono ricche di particolari molto raffinati e interessanti, come ad esempio la tela di Abramo che ripudia Agar e Ismaele realizzata da Guercino nel 1657.
 
L'opera, ispirata alle storie della Genesi, offre un'ampia gestualità, sguardi sullo sfondo di una colonna con un primo piano di accesi colori. 
Sfondo rurale invece per La Samaritana al Pozzo di fine 1500 di Annibale Carracci. La Samaritana, impersonata da una giovane donna, si colloca a fianco di Gesù che la invita a diffondere la notizia del loro incontro. Dietro al pozzo ci sono gli Apostoli che fanno ritorno dalla città con il cibo. Il tema dell'opera è la sete, simboleggiata dal vaso situato tra Gesù e la donna. 
 
Spirito biblico si riscopre in Rebecca al Pozzo (1740) di Piazzetta
 
Segnalo ancora tre opere a mio avviso di particolare interesse. La prima, sicuramente da non perdere, è di Cima da Conegliano, San Pietro tra San Nicola e San Benedetto sul tipico sfondo azzurro meraviglioso dell'autore, con luci nitide e splendenti vicini allo stile di Giorgione, Mantegna e Bellini. In primo piano l'angelo musicante.
 
La seconda riguarda la Predica di San Marco ad Alessandria d'Egitto della prima decade del 1500 di Giovanni e Gentile Bellini. San Marco è intento nella predica con una serie di personaggi esotici, di stile orientale. Destinato alla Scuola Grande di San Marco, l'opera sembra voler sancire un'unione tra Venezia e Costantinopoli proprio per la presenza di figure veneziane e figure con turbante e donne turche ricoperte con il velo bianco. Difficile da fotografare con una lente da diametro piccolo, apposita per interni, consiglio di collocarsi all'entrata della Sala 8 per aumentare la visuale.
Infine, il ritrovamento del Corpo di San Marco di Tintoretto (1566 circa). Il Santo appare con un'aureola ad alcuni veneziani indicando loro dove si trova il Suo Corpo, disteso su un tappeto orientale. I dettagli sulla destra mostrano figure piegate che implorano di essere liberate dal demonio. Lo stile è simile a quello presente nella realizzazione del Trafugamento del Corpo di San Marco custodito presso la Galleria dell'Accademia di Venezia. Riporto il link per chi volesse leggere. http://www.stefaniagrasso.it/blog/164-2017/gennaio/456-in-visita-a-gallera-dell-accademia-venezia
 

 

 

 
 
Dall'arte antica all'arte più moderna di Hayez e il suo famosissimo Bacio del 1859, emblema dell'arte romantica italiana, della passionalità, del patriottismo. 
 
 
Segue Fiumana di Pellizza da Volpedo sul finire del 1800 caratterizzato da una fluida geometria, propedeutica al Quarto Stato visitabile al Museo del 900 sempre a Milano. Nel dipinto caratterizzato da contorni ben definiti, i lavoratori camminano solidali e imperterriti verso l'osservatore per far valere i propri diritti. 
 

 

 
 
 
In conclusione, le scene naturalistiche de il Riposo (Il Carro Rosso) di Fattori del 1887, con il contadino che si riposa nel campo dopo aver staccato i buoi e i Pascoli di Montagna (1896) di Segantini dai colori puri e dalla bellezza della natura rappresentata dalla montagna sullo sfondo
 

 

Consiglio vivamente di spendere il proprio tempo in questo percorso armonioso ed interessante, le giornate impiegate al proprio arricchimento culturale non sono mai sprecate. 

 

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