Creato 07 Ottobre 2012

20120710 lugano 22

Domenica 7 ottobre 2012. Giornata calda, particolarmente estiva. La città maledetta era monotona come al solito, dava di nuovo il senso di vuoto opprimente, così decisi di riposare la mente con un breve viaggio sul Lago di Lugano in occasione della consueta simpatica festa dell'Uva di inizio mese.

 

La foschia che ci accolse al nostro arrivo rendeva l'atmosfera attorno al bellissimo lago ancora più tranquilla e delicata, da invogliare a trascorrere qualche ora sul battello che compie il giro panoramico tra Lugano, Paradiso e Gandria. E così la motonave San Gottardo accompagnò nel dolce percorso tra angoli romantici, rive verdi in contrasto con gli edifici moderni non proprio in sintonia con il paesaggio, attraverso il Ceresio- l'antico nome del lago- "più blu del cielo". Traduzione davvero precisa oserei dire, talmente più blu del cielo da rapire i propri pensieri e immergersi in quel colore portando pace all'anima, una pace così intensa da addormentarsi dolcemente nel corso della navigazione.

All'improvviso mi giunse un colpo sul braccio e udii la voce della mia amica che diceva:"Ma cosa fai dormi e non fotografi??" In effetti la domanda era alquanto insolita: lo scenario splendeva davanti ai miei occhi, gli uccelli migratori si radunavano planando sull'acqua luccicante e io non riuscivo a muovermi. Era forse l'inizio di una fine?? La navigazione, a differenza dell'ultima che avevo fatto sul mare, così tormentata, era talmente rilassante da unirsi in un abbraccio intenso con la natura circostante, i rami degli alberi spogli, le foglie verdi calanti sull'acqua. Un segnale di pausa o di addio??

Nel dolce risveglio di Gandria, meta turistica rinomata nel quartiere di Lugano, abbiamo potuto passeggiare attraverso i vicoli caratteristici fino a salire all'edificio rettangolare della chiesa di San Vigilio in stile barocco.

Un breve giro dunque prima di rientrare nel centro cittadino e introdursi nella splendida cornice di Villa Ciani in stile neoclassico perfettamente conservato, sede delle mostre d'arte in mezzo al suo magnifico parco che costeggia il lago tra fiori incredibilmente colorati nonostante l'inizio dell'autunno, tra aiuole, statue, fontane piene di fascino. Quest'anno però anche i fiori erano meno brillanti, per carità come giusto che sia, ma anche quello forse era indice di un qualcosa che doveva cambiare subito, a breve.

Nel frattempo, in lontananza, si cominciava a sentire la prima musica, il suono che richiamava per le vie del centro per partecipare alla festa tra le bancarelle oramai allestite e il profumo dei prodotti tipici.

Ad un tratto però la musica cominciava a diventare troppo forte, ci voleva, come dire, un tocco d'arte per completare la giornata: ecco allora una breve visita alla chiesa di San Lorenzo, dal 1888 cattedrale della città,mdi origine medievale. Si tratta di un edificio a tre navate, con un campanile romanico su cui sono stati aggiunti due piani barocchi e una lanterna ottagonale. La facciata è rinascimentale e all'interno ci sono notevoli affreschi e decorazioni barocche. Da notare la cappella di Santa Maria delle Grazie, e le sculture all'esterno della Chiesa, il Re Davide, la Madonna con il Bambino sul portale principale, i 4 angeli custodi con i loro volti soavi, un volto che mi appare spesso durante la notte per cercare di tranquillizzarmi e che ora non riuscirà più nel suo intento.

La chiesa rispetto al centro è posta lievemente più in alto e verso sera mentre la quiete scendeva gradatamente decidemmo di percorrere le scalinate ormai silenziose mentre la melodia della canzone "tra le tue braccia" si sentiva dolcemente durante la discesa. Una canzone che racconta l' emozione nel sentire la presenza di una dolce persona accanto a se ma in fondo quella sera non c'era proprio nessuno e mai più ci sarebbe stato qualcuno.

Il giorno ormai volgeva al termine, l'orario di partenza era alle porte. Il sole iniziava a calare dietro l'altura e rendeva l'acqua del lago più splendente e viva che mai. I gabbiani riposavano sulle colonne degli imbarcaderi, i traghetti portavano in città gli ultimi turisti. Era proprio ora di andare.

Calava il sipario su una giornata splendente ancora primaverile, nella solitudine resa magica dall'acqua e dai giochi di luce che un lago offre in generale. Durante il viaggio di ritorno chiudendo gli occhi quella preziosità era ancora viva e brillante nella mente fino al risveglio in un'area di sosta di quella crudele città che tutto mi ha portato via, sogni, affetti e speranze. E' calato davvero il sipario??

 

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