Creato 10 Novembre 2012

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Molte volte nel corso della vita capita di soffermarsi in luoghi tranquilli, da soli o in compagnia, a riflettere su quanto avvenuto, sul percorso, sulla propria coscienza. Quante persone si incontrano cammin facendo, chi ha fatto star bene, chi ha fatto soffrire, chi ha fatto da maestro o da guida ma anche 

 

chi sembrava tanto amico e poi ha voltato le spalle causando un grande tormento interiore,perché le ferite dei sentimenti sono molto peggio di quelle fisiche, non sono curabili, non guariscono mai.

In tutto questo caos è inevitabile isolarsi per tentare di riprendere coraggio ma alla fine non si esce mai dal tunnel del buio e allora viene spontaneo chiedere che senso abbia la vita su questa terra.

Abbiamo mai pensato a porci queste domande al cospetto di una natura preziosa, al susseguirsi delle stagioni, di un'opera d'arte decorata da immensi particolari che dona emozioni a non finire??

Mano a mano che il tempo scorre così crudele mi sono trovata davanti a montagne incantate con fiori colorati ai loro piedi quasi ad inchinarsi al loro splendore, chiesette silenziose sullo sfondo di una vetta maestosa e silenzio così commovente da abbandonarsi al cuore della natura, cime innevate dopo una bufera impetuosa, foglie autunnali ricamate dalla luce del sole, frutti maturi, camini accesi e nello spettacolo di questo microcosmo mi sono chiesta: "E se il mio posto fosse qui??" Ma la risposta era semplice ma altrettanto senza speranza. Non c'erano sussidi, mezzi utili, lavoro e così la possibilità svaniva crudelmente nel vuoto della disperazione profonda.

Quando poi la neve si scioglie e i primi fiori cominciano a sbocciare, la primavera è alle porte, ecco che torna la speranza di una stagione migliore, di trascorrere delle giornate all'insegna di una semplice amicizia con persone che facciano star bene, di un abbraccio spontaneo, di una carezza tra le braccia di qualcuno.

Un istante avvolto in un abbraccio caloroso é tanto bello e prezioso quanto tremendamente fugace, alla fine chi si ritiene importante si dimentica perché é tutto maledettamente destinato a finire, come del resto le cose più belle.

E' come la carezza delicata che trasmette un'onda piana del mare, un senso di tranquillità ma l'onda poi si infrange e tutto si disperde.

Alla fine, davanti alla contemplazione di un tramonto romantico, di bellezze architettoniche, pittoriche del nostro patrimonio incombe una decisione da prendere: scappare, trasferirsi definitivamente.

Queste meraviglie potrebbero aiutare a dimenticare, un cambiamento repentino doloroso sul subito ma forse alleviato successivamente. Mancherebbe però sempre qualcosa, come cancellare sentimenti così profondi, scordare momenti trascorsi così bene, ricominciare da zero facendo finta di niente?? Cosa ne sarebbe del lavoro?? Quale strada da intraprendere??

Dove sarà questo posto magico per trovare finalmente un pò di pace e di rispetto?? E soprattutto occuperemo ancora un posto nel cuore e nella mente di chi si ritiene importante??

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Stefania Grasso