IN VISITA A.... LA MAGNA CHARTA: GUALA BICCHIERI E IL SUO LASCITO

Vercelli, 5 aprile 2019. In occasione degli 800 anni della Basilica di S.Andrea omaggiata con una bellissima funzione spirituale e illuminata con una brillante tonalità di rosso lo scorso 19 febbraio, la città di Vercelli ha l'onore di ospitare il documento 

della Magna Charta Libertatum presso l'ex Chiesa di San Marco, ora ARCA sede di bellissimi affreschi del 400.

 


 

 
Il documento appartiene alla cattedrale inglese di Hereford. Procedendo con ordine all'ingresso del complesso si possono ammirare i Biscioni, codici in pergamena del XII della Biblioteca civica vercellese, simbolo dell'insediamento universitario nella città e il coltello eucaristico, oggetto raro nella cultura e nella liturgia medievale. Di forma lanceolata, veniva impiegato nel taglio del pane durante la Celebrazione della Messa. Esso proviene dal Castello Sforzesco di Milano.
 

 

 

 


















 

In fondo alla sala ecco nella luce tenebrosa la Magna Charta, il documento latino concesso dal Re Giovanni Senzaterra ai baroni ribelli del Regno nel 1215 al quale contribuì non solo il cardinale vercellese Guala Bicchieri ma anche il vescovo di Hereford che faceva fronte alla ribellione dei baroni. 
 

 

 

 

Si tratta di un documento inerente la regolazione dell'aumento delle tasse, i rapporti tra Stato  e Chiesa, la libertà di commercio ma soprattutto è noto in quanto elenca i diritti del popolo e stabilisce che chiunque ha diritto a un processo equo. 

 

 
Dichiarato in un primo tempo nullo dal Re, intervenne il cardinale Guala Bicchieri a sostegno del Regno nel 1216 contro i baroni, e in seguito alla morte di Giovanni ci fu una nuova versione di tale documento con il Re Enrico III di cui Guala Bicchieri era tutore, con la successiva approvazione del Papa Innocenzo nel 1217. Grazie a questo trattato vennero gettate le basi dello stato di diritto e si instaurò un legame indissolubile con la storia e il territorio di Vercelli.
 
La visita si conclude con la serie di medaglioni raffiguranti creature fantastiche;
 

 

 

 

 

 

 

 

 

le lettere al Velabro del 1227 scritte da Pelagio, Vescovo di Albano e dai cardinali Tommaso di Santa Sabina e Pietro di San Giorgio per comunicare una parte del testamento del cardinale;
 
 
 
la pergamena annessa ad una cassa contenente presumibilmente le ossa del cardinale stesso,
 

 

il cofano a lui appartenuto proveniente da Palazzo Madama di Torino, originario di Limoges prodotto con materiale prezioso e raffinato tra il 1220 e il 1225.
 

 

Una figura di spicco, di grande cultura e grande intuito quella del cardinale Guala Bicchieri a cui la città di Vercelli deve moltissimo se in Europa la Basilica di S.Andrea da lui fatta erigere nel 1219 è la seconda dopo l'abbazia di Westminster a Londra per il bellissimo stile gotico. Ci auguriamo vivamente che le istituzioni locali continuino sempre e non solo in questi mesi di propaganda elettorale a promuovere la cultura e l'arte incentivando anche le proposte di residenti seri, preparati e motivati, senza abuso di potere e arroganza. Le città, seppur piccole, hanno bisogno di iniziative formative ed educative per non incombere in periodi di inattività e inerzia intollerabili che molto spesso costringono le persone alla fuga. Guala Bicchieri ne sia un esempio.