ALL'INTERNO DI UN LAGO MERAVIGLIOSO

Amo passeggiare, ma soprattutto amo contemplare. Osservando un tramonto invernale, oppure in estate al riparo tra gli alberi dal calore intenso, troppo intenso del Sole o in primavera quando i rami del salice abbracciano la palla rossa del Sole stesso.

L'osservazione e la contemplazione sono ancora più belle davanti ad un lago, piccolo o grande che sia. Per questo motivo approfitto della gentilezza di qualche persona amica per andare a Viverone, di qualche gita giornaliera sul Lago Maggiore, sul Lago d'Orta, quelli più vicini alla mia zona di residenza. Ma vi siete mai chiesti quando passeggiate, quando osservate e sempre se contemplate cosa nasconde un lago?? Qual è la vita al suo interno?? Come si svolge?? La spiegazione c'è, seppur scientifica, e non esiste posto migliore del Lago Blu di Cervinia per raccontarvi di come i colori cambiano nelle fotografie che vedete spesso e quindi di come varia un semplice ciclo di scambio di nutrienti, essenziali per la vita.
Partiamo dall'inverno. Una fredda mattina di fine dicembre chiesi all'autista della navetta di Cielo Alto di lasciarmi gentilmente alla fermata del Lago Blu. A questo signore sorge subito un dubbio e mi rivolge spontaneamente una domanda: ma perché?? Non esiste il Lago Blu. In effetti non è una considerazione sbagliata. Non si può notare un lago quando tutto è meravigliosamente candido ricoperto di bianco. Forse con gli attuali cambiamenti climatici, si noterà e purtroppo anche a breve ma per ora viviamo ancora in questo mondo magico che ci porta via dalla tristezza e dal dolore. Il lago c'è, eccome se c'è!! Siamo solo nella cosidetta fase di ipolimmio, lo strato di acqua più profondo,  tipicamente invernale,  in cui l'acqua più fredda si trova sotto il ghiaccio. Si chiama anche zona afotica perché totalmente buia. In questo periodo il contenuto di ossigeno scarseggia. Ai suoi lati è tutto delimitato, la prudenza è comunque d'obbligo e nel procedere con cautela non si può fare a meno di contemplare angoli di puro e immenso candore. 

 

 

 


L'inverno del Breuil, solitamente lungo, finisce verso l'inizio di maggio con una repentina primavera, molto veloce ma comunque regale. Non possiamo aspettarci un'esplosione di fiori vista la quota, 2050 metri sul livello del mare, ma siamo giunti alla fase in cui la temperatura aumenta al di sopra dei 4°C e si crea un mescolamento di acqua che distribuisce il calore in maniera uniforme. Mano a mano la temperatura sale fino ad arrivare all'estate quando si crea la zona di epilimnio, la fase che riceve la maggior parte della radiazione solare, lo strato più caldo e ricco di ossigeno, adatto per la vita degli animali. Le sostanze presenti nell'acqua sono la principale causa del cambiamento di colore, così come la tipologia di roccia e i sedimenti da azzurro a smeraldo intenso. Si crea in questo modo la zona fotica, ricca di luce, dove può avvenire il processo di fotosintesi. Luce beatissima, luce soave, geometrie perfette. Lo specchio del Re, il Cervino.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Lo strato intermedio tra ipolimnio ed epilimnio si chiama termoclino caratterizzato dalla variazione massima di temperatura. La diminuzione della temperatura stessa, dell'ossigeno, dei nutrienti è graduale, così come graduale è il passaggio verso l'autunno la stagione di massimo splendore per il Lago Blu. Il regno della poesia, della solitudine e della magia. L'inverno arriverà molto presto, quanta nostalgia di quei giorni quando eravamo tutti insieme. 
 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come è bella e meravigliosa la contemplazione nella pace più assoluta. Ci si allontana da ogni rumore, da ogni pensiero triste, dal male. Seppur breve, un riflesso, un colore dona tanto amore, un sentimento profondo proprio come profondo è questo lago, un sentimento che sì può finire ma che comunque è sempre vincente e trionfante su qualsiasi cosa, anche sull'odio. Sono visioni idilliache, il simbolo che la speranza non deve mai essere persa. Fermiamoci un attimo quindi a riflettere anche noi tra i riflessi e a contemplare quanto sublimi sono i doni di Madre Natura. Siamo troppo di corsa, troppo egoisti forse per pensare a quanto di bello e prezioso regna intorno a noi.