IN VISITA A.... S.ALESSANDRO IN ZEBEDIA

Milano, 5 maggio 2019

In una zona defilata dal centro di Milano, nell'omonima piazza sorge la chiesa di S.Alessandro in Zebedia. In stile rinascimentale l'edificio è il simbolo di congiunzione tra il manierismo e il primo barocco lombardo.

La navata sinistra inizia con la Pala di Procaccini con il Crocifisso accanto al quale emergono i dettagli dei fedeli addolorati prostrati in adorazione e preghiera

 

e prosegue con la Pala dell'Assunta iniziata da Cittadini e completata dal nipote nel 1669. La Vergine Assunta in cielo dagli angeli è sempre opera di Procaccini, autore anche della Natività, commissionata da Federico Borromeo, con luci ed ombre che accentuano il misticismo delle scene. 
 
 

 

 

Spettacolare il pulpito barocco fissato al pilastro con pietre dure e incastonate e la cornice lobata nel pannello centrale. I melograni simboleggiano la dolcezza della parola di Dio e sono posti ai lati e alla base della tribuna. 
 

 

 

 
 
Sulla destra la cappella di San Pancrazio, povera di decorazioni con affreschi sciupati di Domini Riccardi del 1608. L'altare, in marmo rossiccio, presenta al centro la Pala di San Pancrazio realizzata da Ossona nella seconda metà del XVII secolo, l'angelo posto in alto è simbolo del Martirio. Si notano poco le scene ritraenti la vita di San Pancrazio, uno stile misterioso con colori molto scuri risalenti al 1600, di Corona. 
 
Angeli, Santi e Magi in Adorazione li troviamo anche negli affreschi di Caccia del 1614.
 

 

Imponente invece l'altare in marmo della cappella di San Giuseppe del 1615 con lapidi in memoria della benefattrice Balbi Cusani. La Pala raffigura San Giuseppe con la Madonna e il bambino, Santa Elisabetta con Giovanni e Zaccaria, il Padre Eterno e lo Spirito Santo sotto forma di colomba. Sia la Pala che gli affreschi e le tele con le scene della morte del Santo sono opere dei fratelli Santagostino. 

 

Grazie al contributo dei fratelli Sacco nel 1619 è stata eretta la cappella di San Giovanni Battista con la Pala di Crespi del 1630 che mostra il Santo in ginocchio con donne in piedi e soldati alle spalle. 
 
 
Al termine della navata centrale l'altare di Riccardi del 1640 con sfondo di lapislazzuli e alto rilievo in bronzo. Non abbiamo ancora citato S.Alessandro finora. Come mai? Il suo trionfo è raffigurato sulla cupola, datato 1687, autore Bianchi. 
 


 

 
 
Bellissimo, raffinato ed elegante l'organo del transetto, copia integrale di uno strumento di Silbermann del 1721 a Lipsia. 
 
 
Una fusione di stili preziosi, di arte misteriosa e poco conosciuta lontano dalla vita quotidiana e monotona della metropoli. Non si finisce mai di imparare, questa è la bellezza dell'Arte.