IN VISITA A…. ORATORIO DI SAN ROCCO E SEBASTIANO – MURO (SCOPA)
23 Agosto 2026 - Blog
L’oratorio dedicato ai Santi Rocco e Sebastiano sorge nella frazione di Scopa chiamata Muro, sulla strada principale di Alagna, la SP 299. La facciata è chiara con tonalità rosso marrone mentre nella parte superiore ci sono gli affreschi che hanno come soggetto principale la Madonna accompagnata dai Santi protettori. E’ difficile cogliere i dettagli degli affreschi del sottotetto




Gli antichi oratori di montagna conservano al loro interno una grata per separare l’assemblea dei fedeli dal presbiterio.



A sinistra S.Antonio Abate, a destra S.Antonio mentre nelle prossime fotografie analizzeremo i ritratti di San Domenico di Guzmán a sinistra in abito bianco e mantello nero dei frati domenicani. Tiene in mano un giglio bianco, simbolo di purezza, e un libro. San Domenico è strettamente legato al culto del Rosario, al quale è dedicato l’altare con la Madonna. A destra San Gottardo di Hildesheim raffigurato come un vescovo, con la mitria in testa e il bastone pastorale. Tiene in mano un martello da muratore Questo strumento dona il nome di Muro alla frazione di Scopa ed è il simbolo con cui il santo protegge i muratori e i costruttori. La frazione Muro deve il suo nome proprio grazie ai suoi abitanti famosi da secoli per essere bravi costruttori, scalpellini e muratori.

Sul lato opposto del presbiterio San Bartolomeo Apostolo patrono di Scopa sulla sinistra indossa una veste rossa con un mantello viola e tiene in mano un libro. Nella mano destra stringe un coltello, il simbolo del martirio, San Carlo Borromeo a destra tiene le mani giunte in preghiera. Indossa l’abito da cardinale con la tipica mantellina rossa sopra la veste bianca. Fu una figura di riferimento per la Valsesia, molto amato per le sue visite pastorali in questa Valle ricca di tesori nascosti come potete constatare. Chi abita in provincia di Vercelli impari come me ad amarLa.

La splendida pala d’altare raffigura la Madonna con i Santi Rocco e Sebastiano che proteggevano da buona parte delle epidemie ma soprattutto dalla peste. La tela viene attribuita alla produzione della scuola valsesiana della fine del Cinquecento o del Seicento.

In tema di protezione, ma stavolta per i viaggiatori, il dipinto dell’Arcangelo Gabriele che prende per mano il giovane Tobia per aiutarlo a percorrere un sentiero di montagna. I lavoratori di Muro emigravano stagionalmente a piedi verso la pianura o l’estero. L’immagine dell’angelo custode era un simbolo di speranza e protezione per il lungo viaggio e per il ritorno a casa.

Come nell’oratorio di Scopello, anche a Muro San Rocco viene dipinto con il cane fedele e le piaghe della peste

A seguire il Martirio di San Bartolomeo ad opera dei soldati romani

Il Martirio di San Sebastiano

La Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena, soggetto a cui è dedicato l’altare dell’Oratorio.
