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IN VISITA A…. MUSEO DI SANT’AGOSTINO A GENOVA

20 Aprile 2026 - Blog

IN VISITA A…. MUSEO DI SANT’AGOSTINO A GENOVA

Il Museo di Sant’Agostino è stato inaugurato nel 1939 come Museo di Architettura e Scultura lignea ed è stato fortemente danneggiato a causa della guerra. Venne riaperto molto dopo nel 1984 per accogliere i bellissimi reperti legati a S.Agostino risalenti al XIX secolo. In epoca medievale le mura erano concentrate attorno a Porta Soprana. Le decorazioni scultoree visibili all’interno del museo sono state realizzate principalmente con il marmo di Carrara che decora le facciate con le fasce bianco-nere e i capitelli a crochet, con foglie lisce, a lesena, a stampella, tra cui i capitelli della chiesa di San Tommaso andata distrutta con elementi vegetali, rapaci e mostri. L’altro marmo utilizzato proviene dalla della Cava di San Benigno, area di estrazione situata sul promontorio che separava il centro cittadino da Sampierdarena. L’ultima foto ritrae un capitello triplo attribuito a uno scultore genovese attivo tra il 1160-70 in marmo bianco apuano come buona parte delle collezioni esposte.

Il chiostro della chiesa annessa in piazza Sarzano, nel cuore del centro storico di Genova, all’interno dell’ex complesso conventuale agostiniano, presenta colonne con capitelli cubici. Il complesso si trova in piazza

Nel Medioevo genovese vi erano diverse forme di sepoltura derivanti da luoghi demoliti quali San Francesco di Castelletto con l’intero abside e san Domenico, con le figure dei santi, la Vergine con il bambino, il Cristo Crocifisso. La scultura sotto riportata è opera del Maestro pisano della Tomba Fieschi, con i Santi Antonio Abate, Cristoforo e Giovanni Battista attorno alla Madonna con il Bambino. Risale probabilmente al 1340

Da notare l’antica edicola di vico Capriata. Le edicole, le immagini mariane sono le rappresentazioni più diffuse e preferite dagli scultori attivi a Genova in quel periodo, principali simboli di devozione.

Dello scultore lombardo attivo a Genova detto Maestro dell’Ancona è anche questa della stessa zona ma pone l’attenzione sulla figura di S.Anna e un frate in ginocchio davanti alla Vergine con Gesù.

La lastra di San Francesco che raccomanda una devota a Cristo Crocifisso. 1340-50. L’autore è sempre questo scultore della Lombardia molto attivo a Genova.

Giovanni di Balducci crea tra il 1328 e il 1330 angeli reggicortina da mounumenti funerari.

In questi luoghi di culto citati avveniva un gran numero di funzioni funebri e da San Domenico provengono i fronti di sarcofago del XIV secolo, come quello di Pagano Doria del 1360 (scultore lombardo) con la Madonna e il Bambino e i Santi Domenico, Giovanni Battista e Giorgio.

Spicca anche la statua sepolcrale dell’arcivescovo di Genova Jacopo da Varagine e del doge Boccanegra la cui tomba proviene da San Francesco di Castelletto.

Fronte di Sarcofago con Cristo tra la Vergine dolente, San Giovanni Evangelista, un santo martire e San Leonardo. (Scultore lombardo).

Viene riportata una selezione di elementi simbolo di potere a corredo di epigrafi e altri monumenti: Agnus dei che regge il vessillo crociato di Simone Boccanegra.

Il Grifone: metà aquila (simbolo impero), metà leone (simbolo papato). XIV secolo, scultore lombardo.

Stemmi di famiglie genovesi del XIV secolo in marmo bianco

Il Museo di S.Agostino è particolarmente importante per la scultura di Margherita di Brabante sollevata dal Sepolcro da due angeli di Giovanni Pisano proveniente da San Francesco di Castelletto.

La donna morente (Dormitio) viene sorretta dai due angeli per risvegliarsi in Paradiso, il momento dell’Elevatio animae che racchiude una serie di monumenti scolpiti da Pisano appartenenti al mausoleo del giardino della villa Brignole – Sale a Voltri, individuato dallo scultore Santo Varni.

Emerge una lunga serie di formelle realizzate da scultori genovesi nella prima metà del XIV secolo con simboli degli evangelistici e temi naturalistici.

Formella con Adamo ed Eva XIV secolo.

Il Sacrificio di Isacco

Scultore epigrafista e orafo genovesi. Lapide funeraria dei fratelli Simonetta e Percivalle Lercari in marmo bianco, argento, cristalli di rocca. 1259.

Lastra di Maria Maddalena che raccomanda un devoto alla Madonna con Bambino.

Lastra tombale di un magistrato della famiglia Grillo. Seconda metà del XV secolo

Gagini. Lastra tombale di Lazzaro Doria. 1486.

Anonimo. Lastra tombale con Daniele nella fossa dei Leoni. XI secolo.

Scultore genovese. Rilievo commemorativo della Porta Pisano in marmo bianco apuano. 1290.

Scultore lombardo detto Maestro di Giano. Personaggio eminente. XIV secolo.

Maestranze connesse a Biduino. Capitello con simboli degli evangelisti del XIII secolo in marmo bianco apuano. Biduino fu uno dei massimi esponenti della scultura romanica lucchese, celebre per aver recuperato modelli decorativi dall’antichità romana. Lo stile tipico di Biduino è caratterizzato da figure tozze ma espressive e da un forte senso del volume, influenzato dai sarcofagi tardo-antichi che lo scultore studiava a Pisa.

Epigrafe esortativa: “dove c’è carità lì c’è pace e dove c’è umiltà lì c’è carità.” VIII – IX secolo. Tema caro alla teologia del tempo, spesso presente nei testi di Sant’Agostino, il che rende la sua collocazione nell’omonimo museo ancora più simbolica.

Scultori genovesi. Epigrafi sepolcrali XIII -XV secolo.

Scultore genovese. Epigrafe per la celebrazione di messe per l’anima di Argenta, moglie di Simone Imperiale in marmo bianco. 1350.

Epigrafe per la celebrazione di Messe per l’anima di Eliano Spinola e di sua moglie Atelixia. 1407.

Maestro dell’Ancona di Vico Capriata. Tabernacolo con la Madonna della Cintola, San Ludovico di Tlosa, San Francesco, San Giovanni Battista e S.Antonio da Padova. 1456. Marmo bianco apuano.

Manfredino da Pistoia: Convitto di Betania. 1292

Manfredino da Pistoia. San Michele Arcangelo sconfigge il demonio. 1292.

Nicolò da Voltri. Polittico di San Colombano XV secolo.

Verifica delle piaghe e membri della confraternita in adorazione del volto santo di Lucca. XIV secolo.

Maestro di Giano. Madonna con bambino tra i santi Nicola da Bari e Pietro inizio XIV secolo. A seguire Maestro degli Angeli del Duomo. Madonna con Bambino in trono, stesso secolo.

La visita a questo Museo non era nei nostri piani ma è stata sicuramente una scoperta piacevolissima. La si consiglia vivamente.