IN VISITA A…. CHIESA DI SAN BARTOLOMEO – SCOPA
24 Agosto 2026 - Blog
Collocata più in basso rispetto al centro del paese, verso il campo sportivo dove si tiene la fiera del 22 agosto, la chiesa parrocchiale di Scopa dedicata a San Bartolomeo emerge subito per l’elegante porticato e il campanile slanciato. Si gtratta di una delle più antiche chiese della Valsesia.





Sotto al porticato in ordine gli affreschi della Natività, di San Cristoforo e di San Bartolomeo in trono.della scuola asrtistica del Trecento valsesiano




L’interno è famoso per le opere attribuite a Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, la Vergine che schiaccia la testa del serpente infernale, simbolo del peccato originale.

La Madonna del Latte

ma soprattutto l’altare di S.Ammonisia. Le reliquie appartenevano a una martire paleocristiana estratte nel 1750 da un loculo delle catacombe di Priscilla a Roma. I resti giunsero nella parrocchia di San Bartolomeo nel 1755 grazie ai fratelli Pianazzi, sacerdoti di Scopa trasferiti in seguito nella Capitale. Da quel momento Santa Ammonisia protettrice contro le alluvioni e le esondazioni del fiume Sesia, le sue iniziali sono riportate nella parte superiore del baldacchino. A seguire l’altare della Madonna del Rosario con a destra la tela la Madonna con il Bambino che appare a San Domenico e a Santa Caterina da Siena inginocchiata. I tondi dei medaglioni sono stati dipinti da Avondo.



L’altare della Crocifissione con la pala della Vergine Maria e di San Giovanni Evangelista

Lo splendido altare maggiore presenta sullo sfondo la grande tela della Resurrezione della carne sormontata dal cartiglio di Giobbe. Si tratta di un’opera barocca di autore ignoto che domina la parete di fondo dietro l’altare maggiore con il cartiglio dorato soprastante che recita la celebre frase biblica del Libro di Giobbe: “Rursum circumdabor pelle mea“





La volta affrescata riporta la Gloria di San Bartolomeo di Anacleto Laretto, 1914 lo stesso autore della decorazione pittorica della cappella contenente l’altare del Sacro Cuore di Gesù.


mentre la volta del presbiterio contiene gli affreschi dell’incoronazione della Vergine di Antonio Orgiazzi il Vecchio

Contemporaneamente al Moncalvo lavora un maestro valsesiano che realizza il quadro più piccolo della chiesa, ossia l’Istituzione del Rosario e il congedo di Gesù dalla Madre

Il dipinto dell’Intercessione per le anime del Purgatorio, attribuito alla scuola pittorica valsesiana del Seicento. L’opera dimostra spiccati influssi della pittura lombardo-piemontese dell’epoca, per via dei colori scuri e degli accesi contrasti di luce per far capire meglio all’osservatore il dramma della scena.

La navata vista posteriormente conclude la visita.
