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IN VISITA A…. CHIESA DI SAN GIACOMO RIMASCO

31 Luglio 2026 - Blog

IN VISITA A…. CHIESA DI SAN GIACOMO RIMASCO

Nell’incantevole borgo di Rimasco è doverosa una visita alla chiesa di San Giacomo in via del Centro ricostruita nel 1702. Sullo sfondo della navata centrale emerge subito l’altare maggiore di De Alberti con il tabernacolo ligneo piramidale affiancato dalle statue dorate di San Giovanni Battista e del patrono San Giacomo. Sulla parete sinistra purtroppo rimangono solamente alcuni frammenti quattrocenteschi raffiguranti i mesi e il lavoro umano. Le decorazioni e gli affreschi sono di pittori itineranti valsesiani sconosciuti tra cui l’Anonimo di Boccioleto attivo nel XIV secolo.

Uno splendido affresco racchiuso in una cornice ottagonale dorata riguarda l’iconografia della Madonna della Misericordia: la Vergine Maria è raffigurata al centro, in piedi e con le braccia aperte con un mantello azzurro intenta ad offrire rifugio, protezione e intercessione ai fedeli inginocchiati ai suoi piedi.Nella parte superiore, ai lati della Vergine, compaiono due piccoli cherubini. Da notare gli abiti tipici locali delle donne.

Il quadro dell’Ultima Cena mostra una forte influenza della scuola pittorica veneto-lombarda del tardo Cinquecento, con elementi che richiamano lo stile dei grandi maestri attivi nella diocesi di Novara e in Valsesia. Al centro della tavola Gesù con il giovane apostolo Giovanni si lascia andare dolcemente sul petto di Cristo. Seduto di spalle su uno sgabello ligneo, Giuda si distingue dal resto degli apostoli con il sacchetto dei trenta denari nascosto dietro la schiena, simbolo del tradimento. Infine la figura del servitore che porta in tavola un vassoio di cibo.

Sulla volta della cupola l’affresco dell’Incoronazione della Vergine Maria, che celebra il trionfo celeste della Madonna, Lo sfondo azzurro simboleggia il cielo aperto che conduce verso il paradiso.

Lo sfondo blu compare anche nel pulpito ligneo che accompagna la colomba dello Spirito Santo sotto forma di colomba.

Nel ciclo di affreschi danneggiati della parete sinistra rimangono intatte le due figure femminili sante martiri affiancate di Santa Maria Maddalena e Santa Maria d’Antiochia attribuite all’Anonimo di Boccioleto della prima metà del 400.

Il dipinto della Presentazione di Gesù al tempio con San Simeone che accoglie il Bambino, la Vergine Madre in adorazione, San Giuseppe e S.Anna in preghiera, il chierico dietro l’altare con il libro aperto e il cero bianco acceso che diffonde la luce nel mondo ed è simbolo della candelora.

La tela di San Giacomo maggiore, protettore di Rimasco

La tela di San Pietro

La scena del Calvario con i toni gialli accesi drammatici e il rosso e l’arancione che richiamano il tramonto. Ai lati del Cristo in controluce le sagome nere delle altre due croci dei ladroni, inserite sopra un basamento che simula la roccia del Golgota.

L’attentato a San Carlo Borromeo avvenuto il 26 ottobre 1569 a Milano. La canna dell’arma lanciò una fiammata e una nube di fumo, ma il proiettile colpì il Santo sulla schiena riuscendo solo a scalfirgli l’abito e lasciandogli un leggero ematoma. L’evento fu subito gridato al miracolo.


A San Carlo Borromeo è dedicato un ciclo narrativo che raffigura la Processione del Sacro Chiodo della Passione di Cristo durante la peste di Milano. Attorno a lui si stringono sia i dignitari religiosi e nobili milanesi sia popolani affranti e spaventati dalla pestilenza, raccolti in preghiera.


L ‘Apparizione della Vergine del Pilar a San Giacomo Maggiore e ai suoi discepoli celebra il miracolo legato al santo patrono della parrocchia e si inserisce nella cornice ottagonale dorata. Si tratta di un culto nato a Saragozza in Spagna legato all’apparizione della Madonna sul torrente Ebro sopra una colonna di diaspro, ossia il pilastro detto pilar in spagnolo. Le montagne sullo sfondo vogliono essere un omaggio alla Val Sermenza come giusto che sia per la Sua bellezza, la Sua pace, la Sua armonia, il Suo silenzio.