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IN VISITA A…. ORATORIO DELLA SS. TRINITA’ CAMPERTOGNO

30 Agosto 2026 - Blog

IN VISITA A…. ORATORIO DELLA SS. TRINITA’ CAMPERTOGNO

Tra la frazione Rusa e Otra sul torrente Artogna sorge la piccola cappella oratorio della Santissima Trinità, chiuso come buona parte di questi piccoli ma suggestivi luoghi di culto, per fortuna fotografabile attraverso le finestre. Sulla facciata un bassorilievo in terracotta policroma protetto da una grata metallica. Esso presenta le figure di Gesù, di Maria e di San Giovanni Evangelista richiamando la scuola di Della Robbia. Questa tecnica era particolarmente utilizzata per le opere destinate all’esterno degli edifici religiosi di montagna in quanto offriva una straordinaria resistenza al gelo, all’umidità e alle intemperie frequenti in queste zone. All’interno vi è un bellissimo affresco dell’Incoronazione della Vergine con le mani giunte in preghiera e umiltà mentre riceve gli onori celesti. Gesù Cristo è sul trono avvolto in una veste chiara decorata con motivi floreali dorati. Mostra i segni della Passione sul costato e sui piedi nudi. Con la mano destra ripone la corona regale sopra il capo della Madre, aiutato da Dio Padre, mentre con la sinistra impugna lo scettro. Dio Padre viene illustrato come un uomo anziano dalla lunga barba bianca. Sul capo porta il triregno papale e con la mano sinistra regge il globo crucigero , simbolo del suo dominio universale sulla Terra. Nonostante l’assenza della colomba (lo Spirito Santo), la presenza congiunta di Padre e Figlio indica la Trinità alla quale l’oratorio è dedicato. Sul lato destro San Pietro Apostolo con le chiavi del Regno e il Libro delle Scritture. Lo stile pittorico rimanda agli artisti attivi tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. La pittura risente fortemente dell’influenza dei maestri dell”arte sacra della Valsesia in quel periodo, in grado di realizzare capolavori indiscussi anche in piccoli oratori montani come l’Oratorio in questione. L’affresco sopra descritto viene attribuito alla bottega dei Cagnola, una famiglia di pittori e novaresi attivi tra il Cusio, l’Ossola e la Valsesia tra la fine del Quattrocento e il primo Cinquecento. Quante cose belle ai piedi del Monte Rosa, non si finisce mai di emozionarsi e di imparare. Un grazie di cuore alla signora Marisa, custode della chiesa di San Giacomo Maggiore di Campertogno e del museo, per le informazioni fornite.