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IL GIARDINO BOTANICO PARADISIA

23 Giugno 2026 - Blog

IL GIARDINO BOTANICO PARADISIA

Il Giardino Botanico Paradisia sorge attorno al paesaggio di Valnontey, lateralmente a Cogne con lo sfondo del Gran Paradiso e del Ghiacciaio della Tribolazione. Il torrente Valnontey scorre accanto al Giardino Botanico lungo un’area molto soleggiata. Molte specie vegetali riscontrate si trovano anche presso altri giardini botanici valdostani quali Pavillon – Saussurea raggiungibile da Courmayeur con il primo tratto di funivia Skyway e Chanousia al Piccolo San Bernardo. Di quest’ultimo è disponibile il fotolibro su Amazon con raccolta fondi pro LILT Vercelli. Paradisia deve il suo nome ad un giglio bianco chiamato Paradisea liliastrum e offre non solo una bellissima varietĂ  di flora alpina autoctona ma anche la possibilitĂ  di ammirare i licheni, di fotografare splendide farfalle e di comprendere l’utilitĂ  delle piante officinali lungo il percorso dove si puĂ² fotografare anche la torbiera e la pseudo – steppa.

Lilium bulbiferum. Il Giglio di San Giovanni. Si riconosce per via di fiori con intenso colore arancione con numerose foglie ravvicinate. La capsula è ovale e asimmetrica e racchiude numerosi semi.

Centaurea triumfettii. Molto frequente sia a Cogne che a Champorcher, predilige ambienti di pseudo steppa, zone secche in cui la carenza di precipitazioni compromette la copertura vegetale con ampie zone di terreno nudo e pietroso. Su tali substrati le piante crescono in maniera distanziata e devono essere dotate di apparati radicali estesi per un solido ancoraggio al terreno e assorbire la maggior quantitĂ  di acqua possibile.

Centaurea montana alba. Fiordaliso montano bianco. Fiori molto grandi e spettacolari per il cromatismo evidenziato in primo piano. Al centro spiccano i fiori dotati di stami geometrici e piĂ¹ scuri che creano un meraviglioso punto luce geometrico sul fondo bianco candido. Come il precedente esemplare, la famiglia di appartenenza è quella delle Asteracee.

Doronicum glandiflorum. Come giĂ  descritto nel fotolibro dedicato a Chanousia, si tratta di una pianta che cresce bene in alta quota e sviluppa grandi capolini solitari di un vivace giallo oro, simili a grosse margherite. I fiori sbocciano in estate subito dopo lo scioglimento delle nevi.

Hieracium tomentosum. Sparviere tormentoso o lanoso. Comune nella destra orografica della Valle di Cogne, (che comprende il profilo del Monte Grivola) si presenta come una pianta lanosa e fusti eretti biforcati. Le foglie sono ovali o largamente lanceolate, capolini grandi e gialli. La consistenza lanosa protegge i tessuti della pianta dalle forti escursioni termiche e dalle gelate notturne d’alta quota e funge da schermo solare impedendo la disidratazione.

Ginestra dei tintori. Il nome specifico Genista tinctoria deriva dal fatto che tutte le parti della pianta, in particolare i fusti fioriti, contengono delle sostanze chimiche classificate come flavonoidi, i glucosidi luteolinici. Essi contengono la luteolina che conferisce il colore giallo e lo zucchero glucosio che legandosi al pigmento, ne aumenta la stabilitĂ  e la solubilitĂ  all’interno della pianta. Fin dall’epoca romana, queste sostanze venivano estratte per ottenere un colorante giallo oro molto resistente, utilizzato dagli artigiani per tingere tessuti naturali come la lana, il lino e il cotone. Appartiene alla famiglia delle Fabacee.

Silene dioica. E’ diffusa in tutta la Valle d’Aosta sia a quote basse che alte. Le foglie basali sono ellittiche, l’infiorescenza è ampia con calice e corolla rosa. Il termine dioica indica che che la specie ha sessi separati su piante diverse.

Della stessa famiglia delle Cariofilliacee, la Selene armeria a differenza della dioica ha fiori ermafroditi; ogni singolo fiore contiene sia gli organi maschili (stami) sia quelli femminili (pistillo). I fiori sono piĂ¹ piccoli ma riuniti in fitti mazzetti compatti a ombrello.

Infine Selene viscaria, pianta perenne con fusti eretti e rigidi. La famiglia delle Cariofillacee ha sviluppato adattamenti estremi contro il gelo, il vento e la siccitĂ .

Dracocephalum ruyschiana. Specie rara con fusto ascendente e foglie lineari a margine intero. Fiori di colore blu-violetto. L’habitat prediletto è rappresentato da praterie alpine aride, boscaglie di larici e pendii rocciosi soleggiati, habitat a rischio di distruzione, per questo motivo viene considerata una specie protetta. Produce oli essenziali profumati.

Ormino pirenaico. L’ormino dei Pirenei è una specie tipica dell’arco alpino che cresce bene su terreni calcarei. La pianta si riconosce per le sue foglie basali disposte a rosetta e contiene foglie grandi, ovali, con i margini seghettati. I fiori sono porpora. In passato la medicina popolare utilizzava le foglie di questa pianta per le proprietĂ  curative, sotto forma di infusi per lenire le infiammazioni e il mal di gola.

Aquilegia Appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee e mostra una struttura tridimensionale con fiori reclinati. Nella parte superiore del fiore ci sono gli speroni nettariferi che contengono il nettare. La pianta è suggestiva per i suoi petali di colore rosa-fucsia o porpora. La tonalitĂ  viola scuro e i fiori leggermente piĂ¹ piccoli e numerosi lungo gli steli ramificati indicano che si tratta della specie classificata come vulgaris.

Thymus pulegioides. Timo a foglie grandi, o maggiore. Anche questa specie amante della pseudosteppa. Si caratterizza per fiori con corolla rosa o lilla raggruppati in pseudo-verticilli all’apice dei rami. Gli pseudo verticilli sono presenti anche nell’Ormino dei Pirenei e consistono in gruppo di fiori che sembrano disposti tutti attorno allo stesso punto del fusto, ma in realtĂ  nascono in punti diversi.

Iris gracipelis. Specie che si origina in Giappone. Presenta piccoli fiori larghi appena 3-4 centimetri, di un delicato colore viola e si sviluppano su terreni ombrosi ricchi in humus. I petali esterni sono costituiti da una macchia centrale bianca, attraversata da venature viola con una piccola cresta gialla.

Aster alpinus. Il fiore è comune nei pascoli, nei substrati calcarei ed è di facile identificazione per via della forma e del colore violetto. Si chiama anche Margherita delle Alpi e fa parte della famiglia delle Asteracee.

Giglio di Monte. Il fiore che conferisce il nome al Giardino Botanico. Paradisea liliastrum. E’ composto da fusti eretti, cilindrici con infiorescenza a racemo e perigonio formato da sei petali bianchi. La capsula è ovoidale. Perigonio è il termine usato in botanica quando non è possibile distinguere il calice dalla corolla e, non potendo distinguere tra petali e sepali, saranno i tepali a costituire tale struttura. La capsula è la parte che contiene i semi che cadono a terra o sono dispersi dal vento.

Rosa canina. Molto facile da trovare nelle siepi, nei boschi e nei cespugli. La corolla è formata da grandi petali bilobati rosati. I fusti sono privi di spine. Questa pianta è conosciuta per l’alto contenuto di vitamina C e per le proprietĂ  cosmetiche e la sua essenza serve per produrre profumi, creme e maschere di bellezza. I petali vengono impiegati per preparare tisane depurative e infusi per impacchi lenitivi per irritazione di occhi e cute.

Dafne alpina. Piccolo arbusto con rami a corteccia scura e foglie glabre di colore verde opaco nella parte superiore. Le foglie si sviluppano prima dei fiori.

Scutellaria alpina. Frequente in terreni pietrosi e calcarei, dotata di una corolla bicolore. ll labbro superiore detto anche casco è di una tonalitĂ  viola-bluastra, mentre il labbro inferiore è bianco – crema e le foglie sono ovali. Casco o labbro sono termini utilizzati per indicare le strutture che accolgono gli insetti impollinatori. Famiglia Lamiacee.

Thymus praecox. Pianta che forma un tappeto denso, a terra. Le foglie sono minuscole. di forma rotonda e raggruppate tra loro per trattenere l’umiditĂ .Sulla destra si nota una fioritura di colore rosa-porpora, che spunta precocemente all’inizio della stagione estiva, ecco perchè specie praecox

Amelanchier ovalis. Pero corvino. Arbusto spontaneo della famiglia delle Rosacee che si distingue per i petali bianchi lunghi e distanziati tra di loro e foglie ellittiche con margine seghettato.

Helianthemum alpestre. L’eliantemo alpestre non si trova solo a Paradisia ma anche nella Valle di Champorcher, Saint Barthèlemy, Gressoney, Valgrisenche. I fiori sono di colore giallo e si trovano su peduncoli ricurvi.

Gypsophila. Esemplare di Gypsophila rampante diffusa tra 1500 e 2800 metri. Colonizza detriti e ambienti rupestri con fioriture consistenti. I fiori hanno una corolla variabile dal bianco al rosa.

Echium. Membro della famiglia delle Boraginaceae, contraddistinto dal colore rosso dei fiori e la struttura della spiga, il tipico Echium russicum (Viperina russa). A differenza di altre specie floreali dal centro di ogni fiore spuntano lunghi stami filamentosi bianchi molto piĂ¹ grandi dei petali.

Iris sibirica White. Esemplare con petali totalmente bianchi con sfumature giallastre e leggermente lilla con foglie tese, strette, a forma di spada. Nelle vicinanze il piccolo delizioso stagno.

Allium schoenoprasum. Diffuso da 1400 a 2500 metri cresce in ambienti umidi come le paludi, le praterie umide, a bordo di ruscelli. Serve anche come pianta aromatica, infatti è conosciuto come Erba cipollina. L’infiorescenza è a ombrella globosa: i piccoli fiori rosa-violetto sono tenuti insieme in una testa sferica molto compatta all’estremitĂ  dello stelo.

Astragalo coda di volpe. Si diffonde esclusivamente in media Val di Cogne e bassa Valtournenche. I fusti sono eretti e ricoperti da folti peli con infiorescenza a racemo molto densa. L’istallazione di questa pianta a Paradisia è di enorme rilevanza scientifica L’Astragalus alopecurus infatti proviene dall’Europa sud-orientale e dall’Asia occidentale, ed è considerata in Italia un’assoluta specie rara. Appartiene alla famiglia delle Fabacee.

Sempervivum tectorum. Ampiamente diffuso in tutta la Valle d’Aosta, giĂ  incontrato a Chanousia, è di facile distinzione per via delle foglie rigide e glabre. L’infiorescenza è composta da rami laterali allungati. Una straordinaria pianta perenne della famiglia delle Crassulaceae. Il semprevivo deve il suo nome alla capacitĂ  di rimanere verde e vitale in condizioni estreme quali vento, gelo, neve.

Anthyllis vulneraria. Specie polimorfa con fiori a corolla gialla e punta porpora della famiglia delle Fabacee. L’infiorescenza è a capolino lanoso. Per infiorescenza a capolino si intende un gruppo di tantissimi fiorellini tenuti insieme dando l’illusione di sembrare un unico grande fiore.

Nigritella. Specie distinta ed endemica della Scandivania, si riconosce per l’infiorescenza ovale composta da piccoli fiori rosso scuro. Le foglie sono prevalentemente basali e lineari. la tonalitĂ  rossa tendente al nerastro, si rivela molto insolita nel panorama della flora alpina. Si diffonde in praterie alpine rase e pascoli calcarei esposti al sole

La vista sul Gran Paradiso e sul Ghiacciaio della Tribolazione

Passeggiando attraverso il giardino

Il tronco. Oltre ad ospitare diversi bellissimi abitanti come il picchio nero, sui tronchi si possono osservare i licheni derivanti dalla simbiosi tra alghe e funghi. Tra questi Letharia vulpina, lichene di colore giallo intenso tendente al verde dovuto alla produzione di acido vulpinico, altamente velenoso, usato in passato per assassinare lupi e volpi. La solita crudeltĂ  dell’uomo che merita l’estinzione. Dal principio tossico nei paesi nordici molto piĂ¹ evoluti sicuramente dell’Italia, si ricavavano sostanze coloranti per tingere di giallo le lane. In generale un tronco d’albero è costituito dal midollo contenente un tessuto detto parenchima con la funzione di riserva, il legno o xilema per il trasporto dell’acqua e di sali minerali verso l’alto, il cambio, strato di cellule in attiva divisione, il libro o floema che trasporta la linfa per nutrire tronco e radici. Nelle immagini a seguire si evidenziano gli anelli di accrescimento, cerchi concentrici visibili tagliando la sezione di un tronco che indicano la vita di un albero. Un secondo anello microscopico di crescita è il fellogeno che produce sughero verso l’esterno. Si tratta di un tessuto ricco di una sostanza detta suberina che protegge la pianta dai parassiti. L’insieme di tutti i tessuti (cambio, libro, fellogeno e sughero) prende il nome di corteccia mentre lo strato piĂ¹ esterno, ruvido e visibile dell’albero formato da vecchi strati di sughero si chiama scorza.

Il giardino delle farfalle.

La torbiera. Ambiente che si forma come ultimo stadio dell’involuzione di un lago, caratterizzato da un deflusso lento delle acque. Quando il terreno risulta saturo di acqua, in carenza di ossigeno e in condizioni di basse temperature i batteri anaerobi decompongono i vegetali formando la torba che non puĂ² essere utilizzata come nutriente e si accumula gradatamente. A Paradisia si possono osservare i pennacchi, erbe palustri inconfondibili che nel cuore dell’estate sviluppano infiorescenze pelose simili a candidi fiocchi di cotone, che ondeggiano al vento sopra l’acqua.

Le piante officinali. Comprendono tutte le piante che contengono principi attivi che trovano impiego nel settore chimico e farmaceutico, in cucina e nella produzione dei cosmetici e in erboristeria. Tra le Asteracee spicca il dente di leone (Tarassaco) con proprietĂ  diuretihe e digestive. Si aggiunge la Calendula dalle note proprietĂ  antinfiammatorie soprattutto a livello vaginale. Tra le Cariofillacee Saponaria officinalis puĂ² essere impiegata sotto controllo medico per le sue proprietĂ  depurative, espettoranti, diuretiche. Nelle foto conclusive l’area riservata a queste piante.