IN VISITA A…. CASTELLO DI PRAROLO
6 Settembre 2026 - Blog
Le prime documentazioni fondate inerenti il Castello di Prarolo risalgono al 1398 anche se compaiono notizie di anni precedenti dal 1192 al 1233 quando la struttura venne ceduta ai monaci dell’Abbazia di Santo Stefano di Vercelli. Il castello nasce soprattutto come un centro fortificato per l’agricoltura protetto da mura con funzione difensiva. L’elemento più antico è la grande torre-porta trecentesca in mattoni. La pianta quadrangolare originaria è tipica dei castelli della pianura vercellese. Nel corso dei secoli, persa la funzione difensiva, il castello è stato parzialmente trasformato in dimora signorile e in azienda agricola, conservando tuttavia intatto il suo fascino antico.

La fontana ai suoi piedi è nota in dialetto locale come “La Chita mai”. Nel 1880 gli abitanti di Prarolo volevano attingere all’acqua freschissima del pozzo che si trovava all’interno del castello ma l’Ospedale di Vercelli, proprietario del Castello impose divieti e regole burocratiche esagerate. I prarolesi così si ribellarono a queste rigide norme, scavarono un pozzo sulla strada, e costruirono la fontana con l’acqua che esce dalla bocca di una testa di leone metallica.

La torre – porta quadrangolare rappresenta sicuramente l’elemento che distingue il Castello di Prarolo da tanti altri castelli piemontesi e un pò in tutta Italia e che conferisce così tanta bellezza al paesello noto come “l’ombelico del mondo”. Sotto il tetto si nota la fitta sequenza di lunghi beccatelli e caditoie, che servivano per la difesa.




Ad essa annessa, la torre cilindrica angolare, costruita sempre in mattoni. La torre è rotonda in quanto nell’architettura militare a cavallo tra il Quattrocento e i secoli successivi, fu costruita al posto di quelle quadrate in quanto, a differenza di queste ultime, offrivano una resistenza molto maggiore ai colpi delle prime armi da fuoco e dei cannoni facendo scivolare via i proiettili.

Appeso a un pilastro del porticato, il ferro di cavallo testimonia il passaggio dei cavalli e dei carri nella tenuta.

A seguire la stalla – fienile oggi adibita a deposito di attrezzature agricole, ma che originariamente accoglieva il bestiame o i raccolti.

La grande corte di rappresentanza presenta una lunga settecentesca serie di portici. Gli archi al piano terra servivano per il transito e il riparo dei carri, mentre i loggiati superiori costituivano le abitazioni dei braccianti e i magazzini.

La Corte rustica posteriore rappresentava il punto di raccolta dei covoni, l’essicazione e lo stoccaggio nei fienili.

Il confine tra queste due aree viene segnato da un grande arco in mattoni.

Dal 1801 il Castello di Prarolo è di proprietà dell’ASL di Vercelli.